Mensa Scolastica

Buongiorno sono un genitore di un bambino che frequenta una scuola dell’infanzia della prov di Varese. Volevo sapere se si possono richiedere i verbali delle ispezioni eseguite dall’asl nelle sedi delle mense scolastiche. È un diritto del cittadino-genitore leggere la verità su quanto effettivamente emerso dai controlli? Grazie.

Risposta: Gentile genitore, in relazione al suo quesito, le risposte possono variare a seconda dell’Ente Locale e degli istituti coinvolti e del rapporto che intercorre tra i medesimi rispetto ai servizi rispettivamente erogati. Solitamente il verbale prodotto dagli ispettori ATS (ex ASL) non viene consegnato alla scuola e nemmeno alla commissione mensa. Ci risulta però che il genitore può accedere ai verbali degli ispettori dell’ATS nella misura in cui gode di diritto soggettivo verso quel documento facendone formale richiesta di accesso agli atti. Questo vuol dire che quegli atti sono consultabili (o se ne può richiedere copia) solo se il genitore è membro componente la commissione mensa. Tutti gli altri genitori (compresi quelli del Consiglio di Istituto o rappresentanti di classe) non ne hanno il diritto soggettivo a meno che non vi siano situazioni di gravità in cui è interessato il figlio direttamente.

Sono una mamma che fa parte della Commissione Mensa della Scuola Primaria del comune di Origgio. Sono al mio secondo anno e per prendere coscienza di eventuali problematiche, soprattutto legate al gradimento dei bambini verso i pasti, sono stata molto presente. Sono stata alla prima riunione dell’anno e, devo dire, ne sono uscita scoraggiata e delusa. Sono al corrente che i pasti devono essere bilanciati e vari per una corretta e sana alimentazione e per l’educazione alimentare ma non riesco a capire perché tutte le mie proposte per cercare di far mangiare i bambini non sono state accettate. Un esempio: c’è un puré al mese e ho chiesto di metterlo un’altra volta in sostituzione di un’insalata (presente spesso nel mese) e mi è stato risposto che non si può, perché nel puré ci sono troppi amidi. Ho chiesto di sostituire la pera con una macedonia di frutta (più varia e più gradita) e mi è stato risposto che c’è troppo lavoro per la sua preparazione da parte dell’azienda che eroga i pasti e poi potrebbe ossidarsi e prendere quella già pronta costa troppo. Ho chiesto di togliere lo yogurt dopo la pizza e mi è stato risposto che ci sta benissimo. Ho chiesto di sostituire una sogliola (in 1 mese ci sono due gg con sogliola e due con halibut) con del tonno in scatola e mi è stato detto che è freddo e hanno messo i bastoncini di merluzzo non fritti. Ho chiesto di inserire le crespelle ma hanno risposto che sono per le occasioni “speciali”. Insomma la mia domanda è: a che cosa serve che io “perda” il mio tempo per vedere quanta roba viene buttata via (perché nemmeno toccata) se poi non si può cambiare niente perché “bisogna rispettare le norme della ASL (e sono d’accordo) e i bambini si devono abituare a mangiare tutto”? I pasti possono essere equilibrati fin che si vuole ma nel momento in cui un bambino mangia o solo il primo, o solo il secondo, il pasto non è più equilibrato. Ho scritto per avere un confronto perché obiettivamente mi sento una figura inutile.

Risposta: Dalla nostra esperienza possiamoo dire che questioni simili si possono risolvere lavorando come genitori della comunità. Gli sprechi delle mense in generale sono dovuti ad eccesso di quantità di cibi prodotti o da prodotti, come viene detto da chi ci scrive, non graditi. L’esperienza insegna che tutte queste problematiche trovano rapida soluzione soprattutto quando nella commissione mensa entrano a far parte oltre ai genitori anche i primi consumatori cioè i bambini. Un ingresso che richiede un impegno da parte degli adulti ad ascoltare le loro necessità e quindi un lavoro della scuola, di chi finanzia la mensa, di chi produce i cibi e di chi controlla la salute e ovviamente la disponibilità a cambiare. Un cambiamento che può avvenire spontaneamente dall’interno e che può essere anche supportato dall’esterno. Consigliamo a questo genitore che si sente “una figura inutile” che molto può cambiare quando c’è la possibilità di muoversi con il supporto di altri e che ad esempio ci si può rivolgere anche ad Unicef per farsi aiutare per realizzare anche ad Origgio una comunità dove i bambini abbiano la possibilità di esprimere le loro necessità.

Sono presidente del comitato genitori del 2 circolo della città di Alghero. il nostro comitato si è appena costituito , il comune di Alghero non ha una commissione mensa scolastica e noi stiamo pressando il comune perchè si attivi in tal senso. Il nostro comitato si propone come compononente della commissione mensa come previsto dal capitolato, ci si chiedeva quanti genitori è lecito eleggere per il controllo diretto delle pietanze, considerando che abbiamo 4 plessi 2 primarie e due infanzia e necessitiamo di un numero massimo per poter controllare più spesso i vari plessi.

Risposta: Come indicato anche nel nostro blog, la commissione mensa è organizzata dall’Ente Locale e dal medesimo ente regolamentata. I tempi di costituzione non sono rapidi perché occorre formulare il testo che regolamenta la commissione, passarlo al vaglio della Giunta Comunale quindi, correggerlo e riproporlo fino a che in seduta di Consiglio Comunale il regolamento e la relativa costituzione diventi ufficiale ed operativa. Nel vostro caso, considerato che il Comitato è parte attivamente impegnata nella costituzione della commissione, potreste provare ad anticipare i tempi proponendo voi all’Ente Locale il numero minimo e massimo di persone che ritenete necessarie. Una proposta che potete presentare direttamente all’assessorato di competenza del vostro Ente Locale supportati dal vostro Dirigente Scolastico.

Sono una mamma preoccupata. Vorrei capire come fare e dove andare per far parte della commissione mensa della scuola. Purtroppo da qualche anno la mensa scolastica è peggiorata. I miei figli non mangiano più niente e confrontandomi con gli altri genitori abbiamo capito che è una situazione su tutte le classi e altre scuole del nostro comune di Imola. Essendoci gia lamentati senza ottenere risultati, stiamo ora partecipando alla mensa ma ci stanno facendo mille storie. Per questo io con altri genitori vorremmo capire cosa fare per migliorare la situazione.

Risposta: Carissima mamma preoccupata, La Commisisone mensa è, in genere, prevista e regolamentata all’interno del Regolamento Comunale. Infatti, la mensa nelle scuole Pubbliche è un servizio fornito dalla comunità locale. Pertanto, le modalità di gestione e soprattutto le modalità di accesso alla commissione mensa, sono solitamente indicate nei regolamenti comunali che nella zona di Varese, che meglio conosciamo, hanno praticamente tutti le medesime caratteristiche (come si può vedere accedendo al link che segnaliamo: http://tavologenitoriasva.wordpress.com/normative-2/commisione-mensa/). Ovviamente, il Comune di Imola e la sua scuola potrebbero prevedere un sistema di gestione diverso e indicato ad esempio, invece che in un regolamento, in un manuale di buone prassi da seguire sia per la produzione dei cibi che per l’individuazione dei menù e il controllo svolto anche con il contributo dei genitori. La finalità della presenza dei genitori in una Commissione mensa è quella di partecipare costruttivamente al un controllo e ad una verifica volti anche a raccolgiere informaziomni e proposte sia sulla qualità dei cibi che sul complesso del servizio di cucina e di distribuzione. La inviatiamo pertanto a informarsi presso il Comune anche eventualmente tramite la direzione scolastica della scuola. E’ ben vero, peraltro, che per i bambini il rapporto con il cibo, al di là del valore biologico, ha più importanza per i significati relazionali e simbolici a cui è legato e, per questo, cibi esattamente uguali possono sembrare diversi e più o meno gradevoli o sgradevoli a seconda del luogo in cui si consumano o di chi li serve in tavola o persino a seconda di chi li condivide con il bambino in quel momento. Nella maggioranza di bambini riluttanti, ci sono pochi bambini curiosi, che invece amano esplorare ed accettano volentieri di provare cibi diversi da quelli che consumano a casa e per questo è importante che la mensa abbia anche un valore di proposta educativa rispetto ad una alimentazione che non sia squilibrata o troppo rivolta ai gusti immediati dei piccoli. Il corretto bilanciamento della dieta proposta – di solito con l’ausilio di personale specializzato- il più delle volte è un valore che va fatto comprendere ai piccoli utenti del servizio anche con l’aiuto dei genitori.

Salve, quale genitore, faccio parte della commissione mensa di una scuola primaria della provincia di Roma. Quest’anno è subentrata una nuova Preside (al suo primo mandato) che ci ha tenuto a voler precisare da subito quali fossero le regole dell’istituto. Avvalendosi del diritto di autonomia ed evidenziando la responsabilità di quanto avviene nella scuola ha richiesto (direi imposto) che i membri della commissione mensa preavvisino lei del previsto sopralluogo affinchè l’autorizzi. In sua assenza tale comunicazione andrebbe rivolta alla vice o al personale scolastico incaricato di contattarLa. Questa determinazione, come altre, piu che salvaguardarla da eventuali responsabilità sembra sottolineare un velato abuso di potere che limita l’operatività della commissione già riconosciuta da scuola e comune. Si tenga presente che, da sempre, i membri della commissione mensa registrano la loro presenza all’interno del plesso attraverso opportuno modulo. Cosa ne pensate?

Risposta: Gentile genitore, prima di tutto la ringraziamo per aver contattato il nostro sportello on-line gestito dal Tavolo Genitori Asva anche per il FoPAGS Varese ed averci dato l’opportunità di evidenziare come alcune situazioni siano comuni in tutta Italia. La questione sollevata trova risposta nel regolamento comunale riferito alla commissione mensa scolastica, nel Regolamento di Sicurezza Interno di ogni singolo istituto scolastico e nel contratto di assicurazione che la scuola ha stipulato. Pertanto, per quello che ci è dato presumere nel caso specifico, essendo il Dirigente Scolastico il responsabile ultimo della sicurezza è probabile che la richiesta di darne preavviso risponda a quanto previsto dal regolamento scolastico stesso. Un regolamento che ogni scuola può produrre (nel rispetto delle norme generali) in virtù proprio dell’autonomia. Non è escluso quindi che nel vostro caso probabilmente a causa di qualche evento precedente, oggi vi ritroviate ad avere una procedura di accesso all’edificio scolastico più complessa di altre scuole e soprattutto affrontata da una Dirigente Scolastica che essendo arrivata ora, esegue il suo compito come da regolamento. I regolamenti interni hanno però il vantaggio di essere più semplici sia da formulare ex novo che da modificare; pertanto, se lo ritenete necessario, potete come genitori membri della commissione mensa proporre un riesame in adeguamento del regolamento d’ingresso alla scuola e specifico per i membri della commissione mensa perché preposti alla funzione di controllo del servizio stesso. Una richiesta che dovrete rivolgere direttamente al Consiglio d’Istituto nella persona del Presidente corredata della vostra proposta di variazione al regolamento.

Salve, faccio parte del Comitato mensa della scuola dell’Infanzia Matassa in Rossano (CS). Nei controlli soprattutto sull’etichettatura dei prodotti, sono stata trattata in malo modo dal’usl, la quale asserisce che il genitore all’interno della cucina non può assolutamente entrare, nonostante io entrassi esclusivamente per approvvigionarmi delle varie etichetta, in quanto in Bando Comunale prevede che i prodotti debbano essere esclusivamente di produzione italiana, mentre ad esempio i bastoncini di pesce sono prodotti in Germania e distribuiti da una società romana. Come posso fare per poter continuare i controlli. Grazie

Risposta: così come può trovare nelle risposte più comuni inserite nella sezione approfondimenti del blog tavologenitoriasva.wordpress.com, i membri delle commissioni mensa assolvono ai compiti individuati nel rispettivo regolamento predisposto dall’Ente Locale la cui finalità generale è quella di favorire la massima trasparenza nella gestione del servizio di refezione, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di rappresentanti dei genitori e dell’Istituzione Scolastica. La Commissione costituisce pertanto uno strumento importante che consente la partecipazione attiva degli interessati al controllo sulla corretta e migliore gestione del servizio. In questo caso, tra i compiti che il Comune affida ai suoi membri vi è il controllo proprio sulla provenienza dei cibi. I membri della Commissione operano per l’Ente Locale ed è quindi a Comune che si rivolgeranno segnalando formalmente ogni inadempienza rilevata. Per quanto riguarda l’accesso agli spazi di cucina e di somministrazione bisogna sapere che i membri della commissione possono controllare anche i prodotti alimentari in fase di consegna e stoccaggio. Ai membri è consentito accedere ai refettori e consumare, in tavoli separati dai bambini, campioni di pasto del giorno (solo in assaggio). Il controllo della Commissione Mensa, può essere rivolto anche allo stato dei locali e al personale addetto alla distribuzione verificando che quest’ultimo osservi tutte le prescrizioni inerenti l’igiene personale e le disposizioni previste dal Capitolato. La Commissione non interviene direttamente sul personale addetto perché rivolge ogni rimostranza verso l’Ente assegnatario (il comune). Inoltre, se previsto dal Regolamento della Commissione, i membri della commissione possono accedere al centro di cottura, previo preavviso. Muniti dei relativi DPI potranno verificare visivamente lo stato di pulizia e igiene dei locali, le attrezzature ed il comportamento del personale addetto. Tenuto conto della particolare funzione di controllo che i membri delle Commissioni Mensa sono chiamati a svolgere e del fatto che non maneggiano cibo e non lo somministrano, non servono particolari accorgimenti o autorizzazioni salvo il preavviso utile per organizzare e consegnare i DPI (guanti, cuffie e camici monouso). Questa particolare funzione di controllo è ammessa quindi solo se indicata nel regolamento della commissione proprio perché i membri dovranno essere assicurati. Risposta fornita con il supporto della fonte Spaggiari (300 quesiti 300 risposte per la gestione delle istituzioni scolastiche italiascuola.it ed. settembre 2013)

Salve, sono un genitore membro della commissione mensa di un Istituto Comprensivo e cerco risposte alle seguenti domande:

  1. le ispezioni nei locali dove si consumano i pasti devono essere autorizzate o sono sa sorpresa?
  2. L’ispezione può essere fatta da un solo genitore oppure deve essere fatta da tutti i genitori che fanno parte della commissione?
  3. Il verbale dell’ispezione deve essere redatto e firmato dalla commissione o da chi ha svolto l’ispezione?

Risposta: premesso che la Commissione Mensa è istituita dall’Ente fruitore del servizio. Trattandosi di I.C. presumibilmente il servizio fa capo all’assessorato della Pubblica Istruzione di Ente Locale cioè del Comune che evidentemente ha provveduto ad istituire la Commissione Mensa ed il relativo regolamento. Nel Regolamento Comunale riguardante la Commissione Mensa si dovrebbero ritrovare tutte le risposte alle domande poste. La logica ritiene che salvo particolari situazioni e se diversamente specificato i membri della commissione siano autorizzati a svolgere ispezioni. Allo stesso modo è ovviamente palese che le ispezioni siano fatte a sorpresa e che ogni membro ispettore le svolga nei tempi che ritiene più opportuni senza interferire nelle normali attività scolastiche. Da quanto precedentemente detto si deduce di conseguenza che il verbale dell’ispezione è redatto a cura dell’ispettore il quale provvederà a consegnarlo secondo le modalità stabilite dal regolamento o ai membri della commissione. Sarà poi la commissione sulla base di quanto emerso a provvedere a sottoporre ad Assessore e/o al Sindaco le problematiche emerse e le eventuali proposte risolutive.

MENSA. Sono un genitore Presidente del Comitato Mensa di una scuola in provincia di Parma. Volevo sapere se è vero che le ispezioni nelle mense scolastiche vanno preventivamente concordate con i gestori oppure se invece possono essere fatte anche a sorpresa Sapete dirmi se esiste una regolamentazione Nazionale al riguardo o se invece è il solo comune a decidere come fare?

Risposta: Le commissioni mensa sono istituite dall’Ente Locale cioè dal Comune che provvede a predisporne un regolamento. Le ispezioni non necessariamente devono essere concordate con chi gestisce la mensa altrimenti, non si chiamerebbero ispezioni. Però, bisognerebbe leggere il vostro regolamento e capire quali sono le funzioni che l’ente Locale ha dato alla vostra commissione. Bene inteso, ogni regolamento di commissione può essere modificato ed è ovvio che ogni modifica debba essere concordata.
Inoltre, nessuno vieta alla scuola e quindi ai Rappresentanti soprattutto dei genitori eletti all’interno degli organismi collegiali (classi e Consiglio d’Istituto) o al comitato dei genitori di far presente malfunzionamenti del servizio e di spingere affinchè siano ammesse ispezioni improvvisate.
Ovviamente l’ASL è sempre legittimata a farle e pertanto visto che lei è il Presidente della Commissione mensa, nel caso in cui avesse anche solo la semplice segnalazione di un non rispetto delle norme igienico sanitarie previste ha il dovere di far presente la questione e di chiedere un intervento ispettivo immediato ed improvvisato ai funzionari ASL. Faccia presente al Comune la situazione e vedrà che vi aiuteranno a trovare una soluzione affinchè possiate essere voi della commissione i primi a verificare il servizio mensa in modo che possiate segnalare i malfunzionamenti e sistemarli senza dover ricorrere all’ASL che poi sanziona o in casi molto gravi sospende e chiude i servizi mensa.

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