Resoconto della giornata “Genitori e scuola 3.0-la fragilità ci accomuna”

Sabato 1 aprile 2017 si è svolta nell’aula Magna dell’Università Insubria di Varese l’annuale  Giornata Europea dei genitori e scuola organizzata dal Forum Provinciale Genitori Varesino con il contributo dell’Università che ha ospitato l’iniziativa nella prestigiosa l’Aula Magna di via Ravasi. Un ringraziamento va anche ai promotori rappresentati dalle rispettive autorità fra i quali il Sindaco di Varese, dott. Davide Galimberti  per aver scelto di soffermarsi e partecipare.

Un plauso particolare ai relatori prof. Cristiano Termine, Enrico Danili,  Luigi Macchi e Luisa Oprandi per aver donato ai presenti le loro conoscenze ed esperienze a volte persino inusuali e soprattutto per essere stati capaci di raccontare argomenti complicati in modo semplice ma travolgente coinvolgendo nella loro passione i presenti con numerose domande le cui risposte hanno richiesto più tempo del preventivato….  Si ringrazia Educational Team per aver offerto l’apprezzato buffet  e coloro tra cui Enti Pubblici  e Privati che si sono offerti per contribuire ed aiutare nell’organizzazione.

Il ringraziamento speciale del Forum è  rivolto ai  numerosi i genitori, docenti e studenti che con la loro  presenza attiva e curiosa hanno arricchito la giornata rendendola speciale. Grazie di cuore a tutti!

In attesa di incontrarci in altre occasioni e soprattutto in occasione della prossima giornata nel seguito un  breve riassunto.

Nella debolezza delle fragilità umane la forza nell’alleanza tra diversità

Vi siete mai chiesti perché alcune persone sviluppano la capacità di scrivere con la mano sinistra? E perché ci sono persone che ricordano sempre tutto e altre che hanno solo memoria a breve termine e necessitano di un costante e continuo allenamento?

Inizia così la Giornata Europea con l’intervento del  prof. Cristiano Termine che si è prodigato in una spiegazione ricca d’immagini e di esempi utili per farci comprende la  complessità del funzionamento celebrale e di come le  tecnologie spesso demonizzate, possono anche essere un valido aiuto per alcune patologie.

Il riferimento al mancinismo è l’esempio più rilevante; contrastato nel passato perché sintomo di pericolosa diversità, oggi accolto senza difficoltà soprattutto perchè le neuroscienze hanno potuto dimostrare che il contrastare questa caratteristica personale può provocare una serie di conseguenze ben più dannose.

Consapevoli del fatto che alcune forzature sono conseguenze culturali, il prof. Termine, utilizzando  dei video si è poi addentrato nella memoria e nelle abilità differenti di ciascuno  dimostradoci che ogni cervello apprende e ricorda utilizzando metodi differenti e tempi diversi La relazione si è poi conclusa con un invito al rispetto dei tempi di ciascuno a prescindere da quelle che possono essere le diversità neurologiche diagnosticate.

Invito raccolto dal Enrico Danili che nel suo intervento ha anche riproposto l’alleanza scuola famiglia. Un’alleanza presentata riproponendo i passaggi storici che hanno portato nella scuola modifiche anche nella sua organizzazione. Partendo da un passato che vedeva i genitori esclusi da ogni processo ad un presente nel quale invece la presenza in condivisione e collaborazione è ritenuta sempre più necessaria.

Un’alleanza che propone focalizzandosi su tre elementi fondamentali affinchè si possa meglio comprendere  quale responsabilità ne derivi per ognuno. L’educazione comporta delle responsabilità tali da non potersi considerare attività di pochi poiché porta le sue conseguenze nella collettività. Il Villaggio che cresce i suoi figli dividendosene le responsabilità. Aprire le scuole ai genitori significa accogliere, significa ascoltare e rispondere proponendosi in uno scambio propositivo delle rispettive responsabilità. La scuola aperta comincia con l’esempio di una direzione aperta.

Le conoscenze scientifiche hanno portato a definire i bisogni educativi speciali di persone appartenenti alle varie comunità: dati che evidenziano l’aumentare di casi nella scuola secondaria di primo grado e la scomparsa graduale di casi nella secondaria di secondo grado. Un situazione che andrebbe confrontata con i dati sulla dispersione scolastiche anch’essi molto significativi. Un quadro che nei numeri e nei grafici presentati dal prof. Macchi invitano a riflettere sui molti aspetti dell’apprendimento e sui metodi, probabilmente da modificare, dell’insegnamento.

Nella scuola di oggi si trovano a convivere in modo spesso conflittuale le convinzioni del passato e del presente in forme d’insegnamento a volte troppo statiche e a volte troppo dinamiche con dei tempi che per alcuni aspetti sono troppo lenti e tempi che invece per altri sono troppo veloci. Trovare un’alleanza anche nell’uso del tempo diventa necessario poiché serve tempo per ascoltare genitori e studenti.

Nella pratica questo si può fare anche a scuola ed ecco quindi l’esperienza pilota delle Flipped classroom cioè le “classi capovolte” da un presupposto iniziale e cioè che i bambini non sono “vasi vuoti da riepire”. Un presupposto logico se consideriamo che quando arrivano nelle nostre scuole hanno già acquisito da soli o attraverso le famiglie o le comunità esterne delle competenze che li differenziano. Così come arrivano sapendo già parlare nella lingua madre e a volte anche in più di una lingua, conosco già anche altro.  Considerarli dei “vasi vuoti da riempire” nell’ipotesi migliore annoia nell’ipotesi peggiore rischia d’inibire la creatività e le capacità insite in ognuno all’autoapprendimento.

Se gli allievi non sono “vasi vuoti” e non sono nemmeno “vasi pieni” cosa sono e come fare per insegnar loro le materie che la normativa di oggi richiede? Partendo dal presupposto che sono persone capaci di dirci ciò di cui hanno bisogno fin dal primo giorno di scuola, invertire i ruoli sembra essere la cosa migliore.

Da qui l’idea delle classi capovolte nelle quali, l’ascolto è alla base di quello che la Dirigente Luisa Oprandi dell’IC di Cunardo ha illustrato con la sperimentazione avviata in alcune classi.

Classi di scuola primaria e secondaria di primo grado  nelle quali i docenti insegnano senza la cattedra, perché le cattedre sono fisicamente tolte; dove non c’è un tempo prefissato per imparare a tutti i costi quella tal cosa perché ad ognuno viene riconosciuto il suo tempo; classi nelle quali il maestro non è docente perché è il facilitatore cioè colui che stimola l’apprendimento  che si sviluppa su basi che esistono già rispondendo alle domande curiose e diverse di molte piccole persone……

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